E’ ancora il modo migliore per farsi conoscere

Partecipare ad una fiera, per un’azienda, storicamente è sempre stato il modo migliore per farsi conoscere al grande pubblico. 
Oggi, in un mondo digitale, è ancora così?
Rispondono i numeri:. Ecco perché andarci e quanto rischia chi non lo fa.

Ci sono modi rapidi per capire in quale direzione si stanno muovendo i propri competitor e dare uno sguardo alle loro prossime mosse.

Uno di questi è consultare il report annuale delle Fiere europee (Euro Fair Statistics)che ogni anno viene pubblicato a cura di UFI (la Global Association of the Exhibition Industry) e da AEFI (la Associazione Esposizioni e Fiere Italiane). E scoprire che, in Italia — come nel resto d’Europa —, piccole e grandi aziende hanno capito cheritagliarsi un po’ di tempo per mostrarsi al mondo nella loro veste migliore (e più “umana”) ha un valore inaspettatamente alto e, grazie alle nuove tecnologie, misurabile.

I numeri delle fiere: un approccio analitico — e obiettivo.

Non è più l’epoca in cui l’andamento di una fiera si possa misurare solamente sulla base di non meglio precisate “sensazioni”: analizzando i dati reali scopriamo che il settore fieristico in Europa è in continua espansione, su ogni voce statistica analizzabile.

Numero di visitatori, numero di espositori, metratura quadra delle esposizioni stesse:le cifre ufficiali dell’UFI, l’associazione sovranazionale che monitora a livello globale l’andamento del settore, testimoniano questo trend in costante ascesa.

I report completi sono facilmente reperibili e consultabili online (ad esempio sul sito dell’AEFI sono disponibili tutti i dati dal 2003 in poi), ma riassumendo e confrontando quelli di questo decennio relativi all’area geografica europea possiamo ottenere un colpo d’occhio immediato:

Tabella 1 — Andamento delle Fiere Europee 2010 – 2016

AnnoVisitatoriEspositoriMetri quadri
201052.200.000575.59721.040.000
201162.600.000602.68122.350.000
201267.200.000679.78924.800.000
201360.500.000601.32322.100.000
201464.600.000659.33024.700.000
201567.300.000677.14624.800.000
201671.600.000724.48827.400.000

I numeri parlano chiaro: negli ultimi sette anni si è verificato un aumento sia nel numero delle aziende che hanno deciso di partecipare ad una fiera che in quello dei visitatori.

Fiere di settore: ecco chi partecipa

Ciò che è variato significativamente nel corso degli anni è la ripartizione delle fiere e degli eventi, che hanno visto oscillazioni anche rimarchevoli nelle percentuali delle esposizioni destinate ai soli addetti ai lavori, di quelle aperte al grande pubblico e di quelle ibride.

Ecco i dati relativi alla ripartizione delle fiere per il periodo in esame, 2010-2016, espressi in valori percentuali:

Tabella 2 — Ripartizione delle fiere europee 2010 – 2016

AnnoEventi per soli addettiEventi aperti a ogni pubblicoEventi misti
201046,00%39,00%15,00%
201136,00%31,00%33,00%
201236,00%35,00%29,00%
201335,00%29,00%36,00%
201438,00%28,00%34,00%
201534,00%30,00%36,00%
201637,00%31,00%32,00%

Per quanto vi siano differenze notevoli tra un singolo settore produttivo/industriale e l’altro, l’andamento generale è quello di una riduzione degli eventi riservati agli addetti ai lavori (stanziatisi intorno al 35% degli anni ’10, rispetto a cifre notevolmente più elevate nei decenni precedenti) e l’aumento degli eventi misti con presenza sia di addetti ai lavori che di pubblico non specializzato.

Le regole del gioco? Non le stabiliscono i giocatori, ma il mercato.

In conclusione, sappiamo perché le aziende si esibiscono in fiera: mantengono il contatto con i clienti, ne trovaro di nuovi, sbirciano i propri competitor, e ne approfittano per fare networking selezionato. È luogo perfetto dove poter valutare a colpo d’occhio e in poche battute chi ci si trova di fronte, comprendendo esattamente chi è e cosa fa, senza rischiare di incappare in un primo contatto impersonale.

Ci sono aspetti della partecipazione ad una fiera in cui il fattore umano e soprattutto l’intuito giocano un ruolo fondamentale: capire al volo chi è interessato ai propri prodotti, distinguere i semplici curiosi dai potenziali investitori, confrontarsi e scambiare idee con chi sa qualcosa di più e di diverso per creare nuove opportunità di crescita.

Ma il capire quando e dove partecipare, non è una scelta che si fa con il cuore: per qualche giorno all’anno, chi vuole farsi trovare, sa dove dovrà essere. E in questo caso, sono i numeri a dettare le regole del gioco.

articolo tratto liberamente da : https://www.formgroup.it

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